CUCINARE CON GLI SCARTI

Le scelte dei consumatori si caratterizzano anche dal punto di vista alimentare. Ultimamente stiamo assistendo a delle modifiche del regime culinario-gastronomico basato anche sul riutilizzo di “scarti” di prodotti di cibo. Tutto ciò con la consapevolezza di sprecare sempre meno, puntando sulla qualità di ciò che si mangia. Il consumatore preferisce l’utilizzo di alimenti freschi, scalda cibi già preparati ed avanzati, magari a pranzo, per poi mangiarli la sera ancora buoni, trasforma pietanze cucinate con l’aggiunta di semplici ingredienti tali da far gustare nuovamente quanto in precedenza preparato. Una pratica che si sta aggiungendo tra queste appena citate è il cibo che viene riutilizzato e che fino a poco tempo fa, nelle abitudini del consumatore medio, veniva gettato via nella spazzatura. Anche chef ed operatori gastronomici, hanno valutato con favore la sostenibilità di alcune tradizioni alimentari contemplando l’arte di riciclare in cucina. In alcuni casi, difatti, le loro preparazioni non escludono la presenza di bucce e altri scarti alimentari, nella lista degli ingredienti delle ricette. Gli esperti di tale settore pongono degli accorgimenti-base per iniziare a praticare una cucina etica e sostenibile: seguire la stagionalità degli alimenti (carni, verdure, frutta, erbe), privilegiare gli ingredienti non confezionati protagonisti della piccola distribuzione, acquistare in quantità ponderate, comprare, usare e consumare anche alimenti ammaccati o poco attraenti alla vista. Basti pensare che lo spreco di cibo è un problema economico ed etico che incide anche sull’ambiente. Nel 2018, un report della FAO sullo spreco alimentare riferiva che, nel mondo, gran parte degli sprechi avviene tra le mura di casa ed in Italia, ogni anno, secondo dati recenti forniti da Waste Watcher, una famiglia getta nella spazzatura domestica almeno 25 kg di cibo. Ovvero, quasi 240 euro di alimenti. Non si tratta sempre di cibo fresco totalmente deperito o di acquisti scaduti in dispensa, ma anche di alimenti scartati per via del loro aspetto poco invitante, che non invoglia al consumo. Nel 2014, in Italia, è stata istituita la Giornata dello spreco alimentare che si tiene il 5 febbraio, con lo scopo di sensibilizzare gli italiani a essere più attenti ai consumi alimentari e alla salute. Anche quella del portafoglio. 
Nonostante lo spreco alimentare in Italia non sia stato azzerato, sembra che le nostre abitudini stiano migliorando. Infatti, secondo quanto riportato dalla Coldiretti nel 2019, 7 italiani su 10 hanno diminuito o annullato gli sprechi a tavola attraverso l’adozione di comportamenti virtuosi che spaziano dalla doggy bag nei ristoranti, al riciclo degli scarti alimentari, fino alla scelta di prodotti a chilometro 0, oppure utilizzando la tecnologia tramite siti web ad hoc che forniscono consigli alimentari utilizzando “scarti” di cibo, fino alle App che forniscono ricette antispreco. Oggi la sostenibilità deve passare dalla nostra tavola. Cucinare senza sprechi è infatti uno dei modi per alleggerire la nostra traccia sull’ambiente.

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