POVERTA’ ENERGETICA

Cos’è la povertà energetica

E’ l’impossibilità per famiglie o individui di procurarsi un paniere minimo di beni e servizi energetici, tale da produrre conseguenze negative sul livello di benessere (fisico e morale) e di inclusione sociale. Per servizi energetici si intendono quei servizi fondamentali che servono per assicurare uno standard di vita dignitoso, quali: riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, gas per cucinare e l’opportunità di accesso alle risorse energetiche.

Cause ed effetti della povertà energetica

La povertà energetica è dovuta a una combinazione di fattori: basso reddito familiare, alti costi dell’energia, un consumo energetico elevato a causa della bassa efficienza energetica delle case e degli elettrodomestici. Ciò mette a rischio la salute fisica (es. le malattie respiratorie) e mentale, riduce le performance sul lavoro ed a scuola e comporta anche effetti negativi sull’ambiente.

Come si misura la povertà energetica

L’Osservatorio Europeo della Povertà Energetica (EPOV) ha individuato quattro indicatori: 1) il consumo energetico troppo basso; 2) la quota di reddito dedicata alla spesa energetica troppo elevata; 3) il ritardo nel pagamento delle bollette; 4) l’incapacità di mantenere la casa adeguatamente calda d’inverno (o fredda d’estate). Tra gli indicatori secondari vi sono poi: la mortalità invernale in eccesso e la presenza di gravi problemi di qualità dell’abitazione, come perdite dal tetto, umidità nei pavimenti, nei muri o nelle fondamenta, muffe e funghi alle finestre.

Covid 19 e vulnerabilità energetica

La pandemia ha aggravato le situazioni di disagio nell’ambito del consumo energetico domestico. Le restrizioni hanno aumentato il tempo passato a casa nonchè il fabbisogno energetico delle famiglie. Vi è stato un uso elevato del riscaldamento, dell’acqua calda (per lavare le mani spesso), del gas in cucina (per preparare il cibo a casa invece di mangiare fuori), dell’illuminazione (vedi ad es. l’aumento dell’elettricità per il lavoro a distanza, la didattica a distanza e per le attività ricreative domestiche come l’uso esteso delle piattaforme streaming, ecc.). 

In più, le spese per l’energia sono aumentate nel periodo in cui si sono ridotti i redditi da lavoro.  Le famiglie con redditi bassi sono costrette a vivere in case meno efficienti da un punto di vista energetico e ad usare più energia per ottenere lo stesso livello di servizio rispetto alle famiglie che vivono in case con alta efficienza energetica. Inoltre, le persone con reddito basso occupano posti di lavoro che sono stati colpiti sin da subito dalla crisi e quindi hanno perso parzialmente o totalmente i loro redditi di lavoro. La pandemia ha aggravato così la situazione delle famiglie che vivevano già in una condizione di vulnerabilità o povertà energetica.

Come affrontare la povertà energetica: rinnovamento energetico e sostegno al reddito delle famiglie più vulnerabili

Lo strumento più importante è il potenziamento del rendimento energetico in edilizia e dell’efficienza energetica nelle abitazioni per ridurre i consumi ed i costi dell’energia a lungo termine. A breve termine, è importante rendere accessibili gli strumenti finanziari e tecnici per la ristrutturazione energetica e le fonti di energia rinnovabile a tutte le famiglie vulnerabili ed accrescere le loro risorse con un sostegno al reddito. Questi tipi di sostegni in generale pur non essendo direttamente connessi alla povertà energetica, aumentando i redditi, aiutano a ridurre il peso dell’energia sugli stessi. 

Una misura importante è la riduzione del costo dell’energia attraverso tariffe sociali (che riducono il livello dei prezzi) o di bonus (che riducono l’importo finale delle bollette).

Il Governo Draghi, con il recente Decreto “aiuti” del 2/5/22, ha predisposto misure specifiche per potenziare i bonus bollette al fine di sostenere  le famiglie in difficoltà.

Il Decreto mira al contenimento dei prezzi ed innalza il tetto ISEE a 12 mila euro per usufruire dei bonus gas e luce. E’ sufficiente presentare al CAF (o sul sito INPS anche da soli se si possiede uno Spid) la Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) e ottenere l’attestazione ISEE per l’anno in corso, che dà automaticamente diritto agli sconti su luce e gas, che verranno erogati direttamente in bolletta fino al 31 dicembre 2022. I maggiori importi pagati in attesa della certificazione di reddito saranno automaticamente compensati nelle bollette successive. Il bonus sarà riconosciuto retroattivamente dal 1/1/2022. 

Altre forme di supporto sono: la dilazione e rateizzazione dei pagamenti senza applicazione di interessi; il divieto di interruzione della fornitura di energia ai clienti vulnerabili nei periodi critici; servizi di consulenza energetica, per modificare il modo di utilizzo dell’energia al fine di ridurre i consumi.

Anche i programmi che finanziano la riqualificazione “profonda” degli immobili (come per es. l’isolamento termico) possono avere effetti positivi indiretti sui redditi, attraverso la crescita dell’occupazione in settori in cui sono spesso presenti i profili più vulnerabili sul mercato del lavoro.

A livello europeo, con il pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”, la Commissione europea ha presentato alcune misure per fronteggiare la povertà energetica. Gli interventi più significativi sono il sostegno al reddito delle persone e delle famiglie. Sono previsti opere per potenziare il rendimento energetico in edilizia e l’efficienza energetica nelle abitazioni, tramite l’installazione di sistemi di riscaldamento o raffrescamento o impianti elettrici più efficienti nonché l’utilizzo domestico dell’energia verde. Abitazioni più salubri e più funzionali dal punto di vista energetico permettono di ridurre le bollette elettriche e migliorare la sicurezza energetica. 

Tra le misure indicate dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energie e Clima 2030) vi sono l’estensione e rafforzamento dei bonus elettricità e gas e l’istituzione di un programma di efficientamento degli edifici di edilizia popolare, anche per incrementare il valore del patrimonio abitativo pubblico. La voce più grossa tra le agevolazioni è stata legata Superbonus 110% che ha impattato sia nel privato sia nel settore dell’edilizia residenziale pubblica. 

Oggi, però, il sistema dei bonus erogati è in fase di profonda revisione, nonostante permangano importanti agevolazioni. A sostituirlo potrebbe essere un nuovo sistema di incentivi basato su produzione e autoconsumo quale ad es. l’incentivo per l’autoconsumo legato agli impianti fotovoltaici, che ha lo scopo prevalente di fornire energia alle aziende o alle famiglie che installano tali impianti.

In Italia, gli utenti riconosciuti dal Gestore dei Servizi Elettrici –GSE- possono cedere le eccedenze di energia prodotta in certe ore del giorno rispetto alle esigenze dell’azienda, immettendole nella rete cui sono connessi. Tali eccedenze possono essere così utilizzate come pagamento compensativo dell’energia prelevata dalla rete in altre ore del giorno. 

Consigli pratici

Secondo l’OIPE (Osservatorio italiano sulla povertà energetica), con interventi di bassa intensità, come la semplice sostituzione degli infissi o l’isolamento termico a cappotto, oppure la sostituzione dell’impianto di climatizzazione o della caldaia, si potrebbe ridurre l’indice di povertà energetica del 15%. Con interventi di media intensità che, permettano di migliorare ulteriormente la classe energetica dell’edificio, per esempio sostituendo sia gli infissi sia gli impianti di climatizzazione, l’indice si potrebbe ridurre del 30%. Con interventi ad alta intensità, che riguardino sia il miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile sia l’impiego di fonti energetiche rinnovabili, si potrebbe ridurre la povertà energetica del 45 per cento.

Un’altra soluzione che potrebbe risultare molto efficace, sempre secondo l’OIPE, riguarda la ristrutturazione degli edifici residenziali pubblici (case popolari), che spesso non sono efficienti dal punto di vista energetico. Considerando che per il 58% degli inquilini di tali edifici sono famiglie a basso reddito, il loro rinnovamento permetterebbe sia di aumentare l’efficienza energetica degli immobili, sia di alleviare il tasso di povertà energetica, e allo stesso tempo di ridurre il potenziale tasso di morosità degli inquilini, migliorando anche il loro benessere.

Non dimentichiamoci poi di: usare lampadine a risparmio energetico; doppi vetri alle finestre; ridurre l’uso di acqua calda; se possibile acquistare elettrodomestici di classe A; usare ciabatte multipresa con interruttore; fare annualmente la manutenzione degli impianti e tenere una temperatura costante; usare i termosifoni poche ore al giorni e non mettere nulla davanti o sopra; inserire termostati e impianti di regolazione; sbrinare il frigorifero con regolarità. 

Intervenire culturalmente per migliorare le scelte che stanno alla base dei comportamenti ed accrescere le capacità e le conoscenze delle persone. La somma di questi due fattori porterà dei vantaggi in grado di contrastare la povertà energetica.

Lotta alla povertà energetica: le comunità energetiche

Le comunità energetiche ovvero le associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, sono state da più parti indicate come mezzo di contrasto alla povertà energetica in quanto i benefici derivanti dall’autoconsumo collettivo di energia ricadono su tutti i partecipanti alla comunità. L’energia nell’ambito della comunità energetica diventa un bene collettivo in una logica di sharing economy che si riflette in molti altri aspetti del vivere comune. La logica stessa della comunità riflette quel “No one is left behind”, nessuno deve essere lasciato indietro, che l’Unione Europea ha posto a fondamento della “Renovation wave”, all’interno del Recovery Plan.

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