L’ECONOMIA CIRCOLARE
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo caratterizzato dalla possibilità di estendere, attraverso il riutilizzo, il ciclo di vita dei prodotti, al fine di ridurre i rifiuti al minimo.
Due sono i canali su cui il consumatore può fare la sua parte: da un lato provvedere al corretto smaltimento dei prodotti giunti a fine vita, attraverso il loro riciclo e la loro trasformazione in nuove risorse; dall’altro, con il riutilizzo, la vendita (second hand) o la cessione di quei prodotti per cui è possibile una riparazione o un nuovo proprietario.
Inoltre, le scelte di acquisto effettuate possono contribuire a incentivare tale virtuoso modello, prediligendo i prodotti di aziende che si assumono maggiori responsabilità in materia ambientale e sociale.
La stessa Commissione europea ha proposto, nel processo di revisione del diritto del consumatore, una tutela maggiore delle pratiche commerciali corrette che presentino un’elevata attenzione verso la durabilità e riparabilità dei prodotti, al fine di conseguire obiettivi climatici ed ambientali fondamentali e fornire in tal modo nuovi strumenti di garanzia per i consumatori. Lo scopo è ridurre le emissioni nocive per l’ambiente, diminuire i materiali di scarto, aumentare la competitività nel mercato, oltre che favorire l’occupazione.
Ecco quindi che la sensibilizzazione del consumatore diviene indispensabile in un modello di tipo circolare che nasce e si sviluppa anche da un punto di visto normativo.
Con l’obiettivo di convertire il rifiuto in risorsa reimmettendolo nel ciclo produttivo attraverso il riciclo al fine di prolungare la vita dei prodotti, il legislatore italiano, nel rispetto nella normativa europea (in particolare della Direttiva UE 2018/851), ha introdotto un regime di responsabilità estesa del produttore, che consiste nell’applicazione di una serie di misure volte ad assicurare che i produttori stessi si assumano la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione dei rifiuti.
La sfida che ci attende d’ora in poi è quella di stimolare una mentalità d’insieme che grazie ad acquisti sempre più attenti e selettivi porga attenzione alla circolarità delle filiere, a partire dalla produzione della materia prima fino allo smaltimento del prodotto usurato.
L’economia lineare (produzione, utilizzo, rifiuto) si dimostra sempre di più insostenibile a livello economico, per la limitatezza delle materie prime, il crescente livello di inquinamento e ingente produzione dei rifiuti. Tali limiti possono essere superati con il passaggio all’economia circolare, un modello in cui siamo tutti protagonisti di un corretto funzionamento del sistema, dal progettista, al produttore, al consumatore.
È in atto una rivoluzione nel mondo produttivo, con l’avvio da parte di numerose aziende virtuose o di start up di progetti per produrre materiali innovativi da materie prime riciclate. Si possono trovare in commercio:
• giacche e sneakers realizzate con bottiglie di plastica;
• tessuti per t-shirt realizzati con scarti alimentari;
• borse, asfalto, attrezzature sportiva ed erba sintetica da pneumatici;
• gioielli fatti di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche;
• carta derivante da scarti agroalimentari, alghe o residui di pelletteria;
• e tanto altro!
L’economia circolare però offre anche possibilità di risparmio:
• Rientra tra gli esempi di economia circolare il compostaggio domestico o di prossimità, che in alcuni comuni da diritto allo sconto sulla Ta.Ri.;
• Alcune catene d’abbigliamento incentivano a portare indietro al negozio vestiti usati o tessuti d’arredo ricompensando i clienti con buoni spesa per dar loro, nel caso fossero ancora in buono stato una seconda vita, immettendoli nuovamente in commercio;
• Per quanto riguarda elettrodomestici e tecnologia, l’acquisto di prodotti ricondizionati consente un risparmio fino anche al 50% del prezzo originario con una garanzia sempre di 24 mesi.
Nella pratica quotidiana, oltre ad acquisti più etici, i consumatori possono inoltre contribuire a generare un modello di economia circolare attraverso la condivisione, il prestito, il riutilizzo, la riparazione e il ricondizionamento dei beni ma anche dei servizi (ad esempio il car sharing), contribuendo a ridurre al minimo la produzione dei rifiuti.
In conclusione, diventando consumatori consapevoli, informati e sensibili possiamo fare veramente la differenza per la salvaguardia dell’ambiente. Tutti, nel nostro “piccolo”, possiamo contribuire alla realizzazione di un modello economico che punta ad eliminare il superfluo, lo scarto che non fa bene all’ecosistema per rispettare il pianeta e le sue risorse. Iniziamo dal quotidiano, differenziamo correttamente i rifiuti, sprechiamo meno risorse possibili e rivolgiamoci a produttori che hanno sposato la causa ambientale dell’economia circolare nel loro modo di fare business.
Via Farini, 62
Roma (RM) 00186
09.00/13.00 – 15.00/17.00
Lunedì – Venerdì
Telefono: 800 100 575
Email: info@ugcons.it
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